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Laboratorio sui sogni in epoca di pandemia

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Di una nuova finestra sull'inconscio collettivo data dai sogni in epoca di pandemia ne aveva parlato (molto più autorevolmente di me) lo psichiatra Cancrini nella sua intervista del 28 marzo a Repubblica. Diceva di sognare moltissimo e di fare sogni profondissimi.  Lo stesso è accaduto a me, mentre per altre persone i sogni potrebbero essere stati piuttosto incubi... In ogni caso, oggi più che mai, smarrite molte delle vie maestre della nostra civilizzazione, possiamo ritrovarci a essere proprio come quei pellegrini che andavano al tempio di Epidauro in antica Grecia, per stendersi a terra ed attendere che una divinità apparisse in sogno e  rivelasse una  cura salvifica. Vi propongo quindi di incontrarci online per un laboratorio sui sogni di questo periodo. Sperimenterete la mia modalità di Focusing tra simboli, adatta soprattutto a chi vuole utilizzare il potenziale creativo dei sogni per migliorare la propria vita, anche solo rendendola più bella e profon...

Now that something further will come

Dear Focusing friends, I have already mentioned in our main discussion list the existence of a conversation between Gene Gendlin,  Ann Weiser and myself, on a subject  for which I feel very much, namely the addition of a "seventh step" to Focusing - something that I already announced in a  post on this blog of June. The following is the transcript of the relevant passages of the conversation, which took place on 1st October 2015, during a Master Conference of the series with Ann and Gene. I offer this now as my way to pass along to you the arrival of the new year 2016, when I woukd like to feel close to all of you, to focusers who read me, to Gene and Ann.  I love the idea of spending some time around the turn of the year with the question "Now that Focusing came into my life in that particular way it came during year 2015, what will come next in the year 2016?"  Beginning of the transcript  Meg: Tonight I am making reference to a 2008 video from Nada Lou a...

... and we always forget Egalité/...ci dimentichiamo sempre dell' Egalité!

Ci sono voluti svariati giorni prima che io riuscissi a commentare l’ attentato alla redazione del periodico Charlie Hebdo e le successive morti.  Lo faccio dopo che l’imponenza della manifestazione che si è svolta a Parigi domenica scorsa (11 gennaio) ha avvolto i media europei in una spirale di melensa autocelebrazione. La manifestazione di domenica dimostrerebbe che l’Europa sarebbe in grado di sconfiggere il terrorismo e di trasformarsi nella tanto attesa Europa dei popoli stringendosi ben salda intorno a uno stendardo dove stanno scritte a chiare lettere le parole Liberté, Fraternité, Egalité. Peccato che nessuno o quasi nessuno dica che, sì, nelle nostre civiltà occidentali abbiamo libertà a cui molti di noi rinuncerebbero volentieri, come la libertà di assistere in diretta alla morte di altri concittadini. Abbiamo però scarsissime pratiche di Fraternité e, se possibile, ancor meno tentativi di rinunciare ai nostri privilegi per stabilire più Egalité.  In...